Fischia il vento - finestra

Fischia il vento

Fischia il vento - finestra

Tchaikovsky accompagna il vento che fischia forte dal vetro rotto. Non basta la plastica, stanotte morde.

Eroi di Siberia, decadenza Tolstojana.

Rotolano i pensieri insieme alle note che le dita gelate rincorrono. Le mani, solo due. Dove sono le mani?

Non brontolare, non è ancora febbraio, non c’è un metro di neve. Arriverà, preparati.

Cammino nella tempesta spiando uno spiraglio. Le scarpe non son rotte ma bisogna andare.

Fare, fare, andare, andare… svelta, il buio avanza, non hai luce, svelta, svelta.

Voglio fermarmi, voglio dormire.

Resistenza non è una parola, è cocciutaggine. Non puoi fermarti, non ti puoi addormentare.

Ma per quanto ancora?

Finirà, finirà, lascia correre, i pensieri e il tempo, finirà.

Non mi chiamo Anna.

No, e non hai nemmeno un treno!

Tiade, 2 dicembre 2013

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