La lunga notte - animazione

La lunga notte

La lunga notte - animazione
Q
uattro mesi di assenza, cercare di riprendere il filo e non riuscire a scrivere per giorni.
Scrivere e cancellare, riscrivere e ricancellare.

In realtà avevo iniziato paragonando questi mesi di assenza a un uragano, ma la cronaca mi ha preceduta in tutta la sua tragedia e non me la sono più sentita.

Sono successe un sacco di cose, non belle da raccontare, che hanno sconvolto l’esistenza di tutti. Mesi e mesi di viaggi, notti a veglia con il cuore stretto in una morsa, aspetti la Regina della Vita con rassegnazione, pervasa dalla pietà per il dolore che l’accompagna, in silenzio e con rispetto, conscia della sua imparzialità.
Quello che non ti aspetti è di essere catapultata in una realtà separata, tra la notte di Calemda (Halloween) e il due Novembre, precipitare in tre giorni di terrore puro degni di un racconto di Poe.
Tre giorni vissuti come in un incubo allucinato che mai avrei pensato di vivere.

Le notti a veglia tra fantasmi del passato, spettri del presente e la paura di cedere per non poter sopportare tanto orrore.
Catapultata in un oscuro medioevo, la notte infinita dove la civiltà non è arrivata, tra cerusici, beccamorti e usanze tribali. Inutile cercare di svegliarsi, dalla realtà non si scappa.

Adesso devo, dobbiamo, cercare di rimettere insieme i cocci, le idee e rattoppare gli strappi di un tessuto che non sarà più come prima.
Stringere i ranghi, fare corpo unico e ripartire.

C’è il sito da seguire, il libro da finire, magari per Natale, il lavoro da riprendere e i nuovi progetti da calibrare.
Ma nell’angolo remoto del cervello persiste un vago senso di disagio.
Non è un bel racconto, non fa sognare, ma gli esorcismi servono a liberarsi, e scriverne è esorcizzante.

Alla prossima, e grazie a tutti per le visite e i graditissimi saluti.
Tiade

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